Coronavirus e alimentazione: ansia, incertezza e paura riacutizzano disturbi come anoressia e bulimia .

Ogni venerdì alle 17 “Il Bucaneve” tiene sul web un gruppo di auto mutuo-aiuto aperto a chi desidera.

Liguria. Il Covid ed il lockdown, quello totale di marzo e le misure seppure più light di queste ore, incidono come detonatori espansivi nei disturbi psicologici e alimentari dei soggetti che ne soffrono. La fragilità ha bisogno di supporto e sostegno sempre e può cronicizzare, se alle prese con ansia, stress, incertezza. E una chiusura anche solo parziale di ambulatori lascia queste persone più sole davanti alla propria fragilità.

Per avere un quadro della situazione, la redazione di IVG.it ne ha parlato con Stefania Lanaro, psicologa e psicomotricista savonese e vice-presidente dell’associazione “Il Bucaneve odv”: “Il lockdown iniziato il mese di marzo ha spaventato le persone per la sua imprevedibilità, per quel senso di ‘tutto sospeso’ scandito dai messaggi serali di aggiornamento e dai Dpcm. Le persone che soffrono di disturbi alimentari, soprattutto anoressia e bulimia, hanno una necessità di controllo sul mondo, sulle emozioni. Nel rapporto con il cibo devono affrontare l’incognita e la mancanza totale di controllo, scaricando su quel piatto tutta la preoccupazione e l’ansia dell’incertezza. Ecco che lockdown e anche solo la parziale chiusura di quei servizi ambulatoriali dedicati alla loro patologia rinnovano e amplificano ansia e preoccupazione. La limitazione delle relazioni sociali e il dover condividere con il resto della famiglia in uno spazio spesso ristretto quei rituali che solitamente vengono vissuti in solitudine ha sicuramente riacutizzato la difficoltà di affrontare il momento del pasto e dei propri ritmi quotidiani”.

“Questo nuovo riproporsi di limitazioni e di sensazione di dubbio e di insicurezza potrebbe anche essere vissuta come una cronicizzazione (termine che come associazione cerchiamo di limitare nell’uso, visto il senso di ineluttabilità che potrebbe far crescere) di una ricaduta , per cui forse dovremo portare maggior attenzione all’ascolto e al trovare nuovi modi di creare relazione. ‘Il Bucaneve’, ad esempio, ha cominciato (da marzo) a creare spazi di auto mutuo-aiuto online (gruppi in cui l’ascolto è non giudicante e in cui i partecipanti vengono supportare e invitati a rivolgersi a specialisti per affrontare le difficoltà che si presentano) e serate-webinar a tema in cui si può discutere di emozioni e di argomenti legati ad aspetti psicosociali”, conclude Stefania Lanaro.

GRUPPO AUTO MUTUO AIUTO
Data l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo dovuta al coronavirus, ogni venerdì alle 17 “Il Bucaneve” tiene sul web un gruppo di auto mutuo-aiuto aperto a chi desidera. Per partecipare bisogna inviare una mail a ilbucaneveass@gmail.com. Per “condividere e stare insieme per non sentirci soli.”

Scritto dalla Dott.ssa Stefania Lanaro