Associazione che si occupa di disturbi del comportamento alimentare e violenza di genere.

Immagine corporea e body shaming di Davide Carlotta

In questo articolo ti parlo di immagine corporea, body shaming e dell’impatto che può avere sulla vita delle persone. Come dice il nome, il body shaming (dall’inglese “body”, corpo, e “shame”, vergogna) consiste nello spingere una persona a provare vergogna per il proprio corpo, spesso attraverso giudizi, critiche, o commenti sarcastici. Non si tratta certo di un fenomeno nuovo, ma grazie ai social media ha raggiunto proporzioni mai viste prima. La facilità con cui si può diventare vittima di body shaming ha importanti conseguenze sulla vita delle persone, in particolare dei più giovani.

Per capire quale impatto può avere il body shaming sulla vita delle persone può essere utile approfondire il concetto di immagine corporea. Qualsiasi cosa facciamo nella nostra vita, siamo sempre accompagnati dal nostro corpo. Vediamo la sua immagine riflessa in ogni specchio, e per molti di noi quell’immagine può avere un grande impatto su come ci sentiamo. Il modo in cui ci appare il nostro corpo (quella che in psicologia è chiamata immagine corporea) non è dato, però, delle solo caratteristiche fisiche. La nostra immagine corporea è il prodotto di una varietà di fattori, che includono esperienze passate, personalità, e contesto culturale. L’insieme di questi elementi determinata quanta importanza le persone attribuiscono al proprio aspetto e la valutazione che ne danno.

L’immagine corporea non è quindi un mero dato estetico, ma è strettamente legata alla nostra dimensione emotiva. I sentimenti che proviamo verso il nostro corpo, infatti, influenzano la percezione che ne abbiamo, e viceversa. Un’esagerata preoccupazione per la forma fisica, per esempio, può spingere una persona e vedersi più grassa di quanto non sia. Questa distorsione dell’immagine corporea, a sua volta, può alimentare emozioni negative e dare origine a un circolo vizioso che incrementa esponenzialmente l’alterazione della percezione del corpo.

Il corpo e gli altri

Secondo alcuni autori[1], l’insoddisfazione per il proprio corpo può ormai essere considerata un aspetto normativo dell’attuale contesto socioculturale. In altre parole, la preoccupazione per le forme del corpo e il peso sarebbero così diffuse da costituire la norma, e non più un’eccezione, in particolare per le donne. Questa esasperata attenzione per il proprio aspetto estetico ha ovviamente delle importanti conseguenze sul vissuto delle persone. Il modo in cui percepiamo la nostra forma fisica, per esempio, influenza in maniera significativa i livelli di autostima[2]. L’insoddisfazione per il proprio corpo può infatti dare origine a intensi sentimenti di colpa e/o di vergogna e, stando ad alcune ricerche, sarebbero proprio queste emozioni a mediare l’associazione tra forma fisica e conseguenze psicologiche, come appunto l’autostima[3].

Cosa c’entra tutto questo con il body shaming? Come è facile immaginare, la nostra immagine corporea è influenzata dalle nostre esperienze interpersonali. I commenti che ci vengono dalla famiglia di origine e dai pari contribuiscono infatti a determinare i modelli corporei con cui ci confrontiamo. È attraverso l’interazione con gli altri che facciamo nostri standard culturali cui ci riferiamo per valutare il nostro aspetto estetico. Secondo quella che è conosciuta come teoria della discrepanza del Sé (Self-Discrepancy Theory) i vissuti di colpa e vergogna associati all’insoddisfazione corporea sarebbero il risultato del divario percepito tra il proprio aspetto fisico e i modelli estetici culturalmente appresi[4].

Il problema qui è che spesso i modelli di bellezza cui le persone sono spinte ad adeguarsi sono difficilmente raggiungibili. Pensiamo, per esempio, alla diffusione del fotoritocco, non più limitato alle riviste patinate, per eliminare rughe e ogni altra imperfezione. È possibile che un ideale di bellezza di questo tipo, improntato alla perfezione assoluta, sia in qualche modo sostenibile? Ovviamente no, eppure sono questi i modelli con cui ci confrontiamo quotidianamente.

Dire ‘NO’ al body shaming

Le conseguenze del body shaming possono essere più gravi di quanto si immagini. La vergogna per il proprio corpo, di per sé, è uno stato emotivo che può essere molto doloroso. Allo stesso modo, l’impossibilità di raggiungere l’aspetto fisico desiderato può avere effetti drastici sull’umore e la sicurezza di sé. A causa di ciò, una persona è insoddisfatta del proprio corpo può finire per isolarsi o adottare comportamenti dannosi (come esercizio eccessivo o restrizioni alimentari) allo scopo di cambiare aspetto. Non solo, i ricercatori stanno iniziando a pensare che la vergogna e l’insoddisfazione per il corpo possa influenzare, oltre che il benessere psicologico, anche la salute fisica[5].

Per fermare il body shaming è ovvia la necessità di un’operazione culturale che spinga verso una revisione del modo in cui consideriamo il nostro corpo e quello degli altri. Allo stesso tempo, è importante dare voce alle vittime, per aiutare gli altri a empatizzare con la loro esperienza. Forse, però, il primo cambiamento da fare, quello più importante, riguarda noi stessi. Il body shaming ha sicuramente un impatto sull’immagine corporea. Non dobbiamo dimenticare, però, che la nostra immagine corporea è appunto questo: un’immagine, una rappresentazione mentale del nostro corpo. Lavorando su noi stessi, allora, possiamo riuscire a trasformare quest’immagine in modo che non sia più fonte di vergogna.

Certo, disconfermare un’idea radicata può essere difficile. Se credi che il tuo corpo non vada bene, troverai facilmente indizi che lo confermano. Le informazioni contrarie, invece, saranno probabilmente ignorate. Il primo passo da fare per rivedere la tua immagine corporea è quindi aprirti alla possibilità di esserti sbagliata/o. Quando l’avrai fatto, potrai finalmente riuscire a concentrarti sulle tue qualità e su ciò che ti piace di te. Iniziando ad accettare e amare tuo corpo per ciò che è scoprirai che è possibile sfuggire alla vergogna.

Note

  1. Rodin, J., Silberstein, L., & Striegel-Moore, R. (1984). Women and weight: a normative discontent. In Nebraska symposium on motivation. University of Nebraska Press.
  2. Furnham, A., Badmin, N., & Sneade, I. (2002). Body image dissatisfaction: Gender differences in eating attitudes, self-esteem, and reasons for exercise. The Journal of psychology136(6), 581-596.
  3. Pila, E., Sabiston, C. M., Brunet, J., Castonguay, A. L., & O’Loughlin, J. (2015). Do body-related shame and guilt mediate the association between weight status and self-esteem? Journal of health psychology20(5), 659-669.
  4. Castonguay, A. L., Brunet, J., Ferguson, L., & Sabiston, C. M. (2012). Weight-related actual and ideal self-states, discrepancies, and shame, guilt, and pride: Examining associations within the process model of self-conscious emotions. Body Image9(4), 488-494.
  5. Lamont, J. M. (2015). Trait body shame predicts health outcomes in college women: A longitudinal investigation. Journal of Behavioral Medicine38(6), 998–1008

per saperne di più http://www.davidecarlotta-psicologo.it/2018/09/10/immagine-corporea-e-body-shaming/

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.